Europan 15 productive Cities 2 / Villach, fill the gap!

Concorso internazionale di progettazione - progetto partecipante

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Il progetto “Promixity entanglement” è un intreccio di sistemi che sovrappone funzioni e relazioni in un progetto unitario esteso capillarmente ai tre ambiti di progetto con l’intento di creare qualità urbana, sociale e paesaggistica nei vuoti urbani della periferia di Villach.

Creare prossimità nei nuovi spazi “di mezzo” si traduce nel progetto architettonico di un quartiere urbano ibrido ed innovativo dove la vita, il lavoro e il divertimento si mescolano senza soluzione di continuità rendendo il sito di progetto attivo e vibrante durante tutto l’arco della giornata senza escludere nessuna fascia generazionale.

I nuovi spazi sfruttano la flessibilità degli edifici e la stratificazione di attività reinterpretando la complessità della città antica attraverso continue compressioni e decompressioni dello spazio che passa dalla scala privata dell’alloggio a quella comune dei lavoro a quella collettiva dei grandi spazi di relazione. Un progetto dove edifici di forma e caratteri differenti posti in tensione tra loro e il contesto interagiscono con l’immediato ed il lontano intorno reagendo alle interferenze dettate dagli usi esistenti e di progetto.

Il complesso A, prossimo alla città storica, ne riprende trame e principi ed è maggiormente densificato, il complesso B si confronta con la parte meno costruita della città ed al tempo stesso con il paesaggio, il complesso C è una cerniera in diretta connessione con l’area ferroviaria e rappresenta una sorta di snodo del sistema di viabilità pedonale, ciclabile e carrabile. Edifici, piazze e percorsi dialogano con il paesaggio e si fondono con esso: ogni ambiente, sia privato che pubblico, i tetti, i camminamenti in quota restituiscono nuove e differenti viste privilegiate sul contesto.

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L’azione principale di progetto è quella di rivoluzionare la mobilità dell’area trasferendo nel sottosuolo i collegamenti viari secondari rafforzando così l’asse urbano rappresentato da Italienerstraße che viene adesso affiancata da un grande parco lineare che connette senza interruzione i tre siti di progetto ognuno dei quali caratterizzato da un complesso costruito che ne valorizza i caratteri qualitativi.

Proprio come nella città ideale di Leonardo da Vinci il piano della strada viene liberato spostando i servizi al piano interrato dove trovano spazio un adeguato numero di parcheggi che servono i diversi edifici soprastanti e, nel caso del sito C, la stazione ferroviaria fungendo in questo modo da hub di interscambio tra la mobilità dolce e pubblica superficiale e i servizi privati quali le auto anche elettrice e il car sharing. Ad un principio della storia antica sia affianca quello contemporaneo dell’edificio sospeso su pilotis dove si mescolano diverse funzioni lasciando il piano terreno libero di intrecciarsi con la città circostante. Non si tratta infatti di un sistema isolato e autosufficiente come le unités d'habitation ma di una reinterpretazione della spazialità urbana tradizionale intesa come prolungamento vivo dei luoghi abitati dove si svolgono senza isolarsi diverse funzioni.

Ad un piano terra ad uso esclusivo dei pedoni e della soft mobility si uniscono passeggiate in quota che si snodano tra e dentro gli edifici conferendo vivacità e carattere al quartiere. Il tessuto produttivo è usato come chiave di connessione tra gli spazi di progetto al fine di promuovere lo sviluppo sia di una nuova economia a piccola scala sia modi innovativi di vivere il quartiere e i nuovi ambienti di lavoro eliminando le barriere tra le differenti generazioni e le differenti provenienze sociali: un rapporto immediato e diretto tra gli spazi per lo svago, l’industria creativa e le diverse tipologie abitative che si traduce in un mix di funzioni generato da spazi flessibili in continua trasformazione.

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